sabato 17 dicembre 2011

Esame del disegno di legge n. 829 'Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili'.



I CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ … DECIDANO I LAVORATORI.

Si apprende della nuova richiesta che proviene da qualche ente e da qualche sindacato di attivare le leggi nazionali nn. 863/84 e 236/93.
Ebbene nonostante noi pensiamo ancora che esista una normativa regionale vigente e che disciplina il settore: legge regionale n. 25/93, circolare n. 10/94, le leggi n. 4/03, legge n. 10/11, la circolare n. 22/11, questa vada rispettata.
Comunque, non ci esimiamo da un possibile confronto su normative che potrebbero essere/apparire più favorevoli ai lavoratori.
Se da un lato le normative citate e che regolano i processi di mobilità per il personale della formazione professionale in Sicilia consentono di sostenere il reddito ed il mantenimento dei livelli occupazionali, esse però hanno una criticità enorme dato che il finanziamento per questi ammortizzatori sociali deve promanare unicamente dalla Regione Siciliana. Questa, infatti, dichiara viepiù di non disporre dei fondi necessari, anche se noi riteniamo che siano solo obiezioni strumentali.
Dall’altro invece le meno garantiste norme nazionali e che difficilmente si applicano al settore della Formazione Professionale, ma che al contrario hanno il conforto delle risorse nazionali, offrono maggiori garanzie di certezza di percepire le somme per i lavoratori.
Lo Snals Confsal ha maturato delle convinzioni e delle opinioni, ma ritiene che oggi più che mai la volontà dei lavoratori rivendicata ai tavoli debba corrispondere al mandato conferito direttamente dalle assemblee dei lavoratori associati. Quindi nessuna posizione personale, individuale e verticistica, ma è ora che la volontà del sindacato si perfezioni con la più ampia partecipazione possibile dei lavoratori. Tutto ciò perché il sindacato deve ritornare a metodi democratici, che garantiscano la condivisione delle scelte.
Quindi si invitano i coordinamenti regionali e provinciali, perché investano le RSA di convocare assemblee presso ciascun ente per decidere la posizione da prendere in tutte le sedi sulla presente problematica. Solo i verbali delle assemblee sindacali degli iscritti forniranno le indicazioni che i rappresentanti delegati dovranno rivendicare con forza a nome di tutti. Ciò ha solo una criticità che i lavoratori di un ente di formazione potranno optare per non aderire alla legge nazionale sui contratti di solidarietà, mentre quelli di altri enti invece ne accetteranno presupposti, mezzi e soluzioni.
Noi riteniamo che l’interesse primario sia rappresentato dall’esigenza che ciascun lavoratore possa dichiarare la propria volontà e partecipare con metodo democratico a ciò che il sindacato vorrà esprimere in suo luogo nelle sedi istituzionali. Infine al termine di tutti gli incontri lo Snals Confsal prenderà l’impegno di fare sapere a ciascun Rsa le modalità di svolgimento del dibattito e delle soluzioni scelte.

GAZEBO DEL DISAGIO A TRAPANI

I lavoratori della Formazione Professionale Siciliana, che hanno dato vita, nei giorni scorsi, al Gazebo del Disagio, non si sono fermati e non hanno certamente interrotto la loro lotta. Hanno solo temporaneamente rimosso lo stand, su esigenze del Comune di Trapani, per il periodo delle festività natalizie. Hanno quindi chiesto di ritornare in piazza Vittorio Veneto, ove saranno a partire dal 09/01/2012 per continuare la loro azione di sensibilizzazione alle problematiche di tutto il comparto formativo. Chiedono fin d'ora la partecipazione di tutti coloro i quali vogliano essere presenti, per testimoniare il disagio di un settore, che attende ormai da anni fattive soluzioni di stabilità lavorativa. I lavoratori della F.P. sentono infine il preciso dovere di ringraziare il Comune di Trapani, la Prefettura e la Questura che hanno consentito la permanenza del gazebo.

giovedì 15 dicembre 2011

MANIFESTO DI PROTESTA DEI LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


ALLA CORTESE ATTENZIONE DI TUTTI COLORO CHE HANNO IL DOVERE CIVICO, POLITICO E MORALE DI DARE SOLUZIONI ALLE PROBLEMATICHE DEL SETTORE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE.
La formazione professionale non è mai stata considerata dalla pubblica opinione  nel senso di un sistema  finalizzato a erogare sapere e qualificazione professionale.
Troppo spesso si pensa alla F.P. come uno stipendificio, senza attribuire alcun valore all’impegno ed alla serietà professionale di tanti che vi operano prodigandosi per ottenere i migliori risultati possibili. Ci sono operatori nella formazione professionale che ogni giorno dedicano le proprie energie e le proprie competenze alla creazione di nuove professionalità che possano essere spese nel mercato del lavoro (perché, sembrerà strano, ma anche nell’ambito della formazione professionale ci sono persone preparate e competenti).
Operatori (di quella che banalmente viene definita formazione “sana”), che la mattina si svegliano e con dedizione si recano a lavoro puntualmente e con quotidianità (questo per sottolineare e per smentire la leggenda che vuole i dipendenti della formazione professionale tutti assenteisti e parassiti) e con grande preparazione e professionalità (ci sono enti dove i dipendenti possono quasi tutti vantare titoli di alta specializzazione, lauree, master e dottorati vari) formano persone che si attaccano al corso di formazione come ultima speranza per l’immissione nel mercato del lavoro. Quando nei giornali si sente parlare di quella nuova categoria di “scoraggiati” che non si affanna più nemmeno nella ricerca del posto di lavoro, alcuni operatori della formazione si operano per stimolare l’utenza e per infondere in queste persone la speranza in un possibile futuro lavorativo.
È risaputo e gli operatori della formazione sono consapevoli che la F.P. è,  nell’immaginario collettivo,   un peso morto, una sorta di parassitismo collettivo, un bacino di raccomandati che pretendono lo stipendio senza alcuna contropartita. Un ramo secco da tagliare.
Ma qualcuno si è chiesto il perché di tutto questo? Chi ha fatto morire questo ramo per avere poi l’alibi per tagliarlo? L’avere lasciato la F.P. nelle mani della politica ha consentito che questa avesse in pugno la situazione per tenere in costante sudditanza quelli che vi operavano. Non ci sono mai state regole o se c’erano si modificavano per favorire questo o quello. Tutti i bacini di precariato ad un certo punto si chiudono e non si consentono altri ingressi. Nella F.P. no, qui il bacino è sempre aperto. I ranghi si ingrossano di anno in anno rendendo sempre più difficile la garanzia del posto di lavoro per quelli che vi operano da anni e che oggi non hanno altre possibilità di collocarsi.
Non si riesce a fare una pianificazione seria, in fondo lo si sa che le risorse per la formazione sono a perdere perché questa perenne situazione di incertezza non consente alcuna programmazione. Le risorse erogate con discontinuità non consentono una programmazione pluriennale, un raccordo con la scuola pubblica, una reale collaborazione con il mondo del lavoro. Gli Uffici dell’Assessorato sono gestiti alla meno peggio. Non una scadenza che venga rispettata. Nessuna norma che sia definitiva. Anzi, decreti pubblicati e ritirati. Consulenti esterni pagati per portare chissà quali migliorie e che invece (disconoscendo il pregresso) attivano e disattivano,  dicono e si contraddicono, creando situazioni surreali e grottesche che se non fosse per la tragicità della situazione diventerebbero quasi ridicole.
L’incertezza del futuro non nasce da ora ma da sempre. I più vecchi si ricordano di quante  manifestazioni sono state fatte per ottenere un minimo riconoscimento dei nostri diritti. E nessuno, degli assessori o dirigenti generali che si sono succeduti, sono stati capaci di fare un lavoro serio, di organizzare la F.P. come uno strumento utile per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Di dare certezza delle regole  e soprattutto certezza del finanziamento, posto che, alla fine dopo mesi di proteste  e di disagi i soldi arrivano ma, sempre troppo tardi per poter organizzare attività formative serie, in sintonia con la richiesta del territorio, con le esigenze de mercato del lavoro.
La formazione non è soltanto un bacino parassitario di inetti che non hanno a cuore il bene collettivo. È arrivato il momento di chiarire che non tutti gli operatori della formazione professionale sono privi di dignità lavorativa. La necessità di una programmazione seria, di collaborazione con la scuola pubblica e di interdipendenza con il settore produttivo della regione Siciliana è sentita anche all’interno di quegli Enti seri che da sempre puntano il dito contro un sistema disorganizzato e clientelare che porta tutti ad arrabattarsi per sopravvivere.
C’è bisogno di serietà e di consapevolezza, di occupare quegli spazi formativi che la scuola e le aziende hanno abbandonato, c’è bisogno di supportare le scuole stesse e gestire gli aspetti pratici di quella didattica che è ricca di approssimazioni, c’è bisogno di curare il recupero scolastico di quanti hanno abbandonato la scuola e perso ogni speranza. La formazione professionale vuole e può farsi carico di questa responsabilità.  Basta con il binomio formazione uguale spreco di denaro pubblico, perché ad oggi ancora si imputa la responsabilità di tale spreco esclusivamente ai lavoratori della formazione professionale.
La responsabilità non è soltanto del settore ma di chi le brutture del sistema (che nessuno può disconoscere) ha creato ed incrementato e che ancora oggi non è disponibile alla tutela dello stesso (con attivazioni di controllo e verifica: Assessorati, Ispettori del lavoro, Centri per l’impiego, Forze dell’ordine ) ed anzi continua ad assecondare con comportamenti illeciti.
Manifestando la nostra dedizione ad un lavoro onesto e ben programmato VI CHIEDIAMO un impegno concreto per portare avanti un percorso di rinascita del settore su basi solide e con dei principi ispiratori legati ad una “VERA BUONA FORMAZIONE” (09/03/2011) che consenta a chi crede in questo strumento di crescita e sviluppo della società siciliana di operare in modo corretto, programmando interventi formativi concreti e legati ai settori economici peculiari della nostra regione (turismo, cultura, natura ecc.) ma anche di poter legare la formazione professionale ai settori che stanno sviluppando nuovi bacini lavorativi (green economy, biologico, fonti energetiche alternative, ecc.).
La nostra richiesta nasce dalla consapevolezza che ad oggi, l’amministrazione attiva, l’apparato burocratico, la politica hanno vissuto un momentaneo smarrimento non riuscendo a gestire bene una riforma annunciata ma mai attuata. Consapevoli che le risorse economiche sono sempre meno e che in momenti di grave crisi occorre ponderare le scelte di bilancio critichiamo la scelta dell’A.A. di spostare interamente la fonte di finanziamento della formazione professionale sul PO FSE 2007/2013. Avremmo preferito una pianificazione pluriennale di riforma che, individuando più linee finanziarie, avesse distribuito tipologie formative (FORM, FAS, FP) su canali diversi e che avesse dato la possibilità concreta di individuare punti di risparmio e di fuoriuscita di una parte del personale più anziano e prossimo alla pensione.
Adesso che la linea programmatica è stata individuata, con nostro rammarico, Vi chiediamo uno sforzo di coraggio nel portare a termine il temerario Avviso 20 in tempi certi e ragionevoli. Di programmare con una tempistica certa la fase di istruttoria, valutazione e finanziamento di quella che può essere l’ultima spiaggia per noi lavoratori del settore.
Inoltre vi sollecitiamo nel predisporre un piano di più ampia veduta che possa sfruttare questo triennio formativo per costruire una VERA RIFORMA DEL SETTORE concertata con tutti (sigle sindacali, ma sopratutto NOI LAVORATORI).

REVOCA FIRMA "ACCORDO QUADRO SULLA BUONA FORMAZIONE" DA PARTE DELLO SNALS!!!


CONVOCAZIONE C.R.I.


Resoconto del Seminario tencico sui nuovi Servizi per il lavoro........


Il seminario verteva sulla qualificazione dei Servizi per il lavoro e supporto alla Governance regionale.
            E’ stato presentato, dal responsabile di Italia Lavoro SpA, il Modello Cooperativo che ha ispirato la realizzazione del Sistema regionale di Accreditamento dei Servizi per il lavoro ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art.7 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003 e s.m. e integrazioni.
L’obiettivo della Mission è quello di intervenire sui servizi a supporto del mercato del lavoro siciliano attraverso la creazione di una rete di soggetti pubblici e privati che dovrà perseguire alcune finalità:
  1. Ampliare i punti di incontro domanda/offerta
  2. Creare una rete per ampliare l’erogazione di servizi di politica attiva sul territorio all’interno dei servizi per il lavoro.
            In atto operano in Sicilia 65 Centro per l’Impiego (CpI) e 147 Sportelli Multifunzionali (SM) e si registra una bassissima % si interventi finalizzati alla erogazione di servizi di incontro Domanda/Offerta.
            Il Decr. Leg.vo 273/2003 abilita le Regioni, attraverso il Sistema dell’Accreditamento (art.2 lettera f)  ad autorizzare un operatore, pubblico o privato, ad erogare i servizi al lavoro negli ambiti regionali di riferimento, anche mediante l'utilizzo di risorse pubbliche, nonché la partecipazione attiva alla rete dei servizi per il mercato del lavoro con particolare riferimento ai servizi di incontro fra domanda e offerta.
Il Sistema di Accreditamento dei Servizi per il Lavoro avrà natura sperimentale per un biennio e l’affidamento avverrà con procedura di evidenza pubblica.
I Soggetti interessati dovranno costituirsi in Spa, cooperative e Consorzi (compresi ApL) con versamento di un capitale non inferiore a 25 mila euro e possono essere:
·         Comuni e/o loro Consorzi
·         Università e/o loro Consorzi
·         CCIAA
·         Associazioni datoriali e dei lavoratori comparativamente più rappresentativi a livello nazionale
·         Associazioni in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale
·         Enti bilaterali
·         Patronati
·         Fondazione Consulenti del lavoro
            Lo Statuto dovrà prevedere un riferimento alle attività di servizi per cui si chiede l’accreditamento, ad accezione dei soggetti pubblici.
            Inoltre, il bilancio dell’operatore dovrà essere sottoposto a verifica di un Revisore contabile (ad eccezione dei Soggetti pubblici) e non dovranno persistere stati fallimentari e dovranno rispettare il CCNL, la parità di genere, le norme sulla sicurezza lavoro, i diritti dei disabili.
            Sono individuate specifiche figure professionali:
1.      Responsabile organizzazione Operatore accreditato
2.      Addetto accoglienza
3.      Operatore del mercato del lavoro locale
            I soggetti accreditati dovranno erogare i servizi in stretto contatto con i CpI e dovranno dotarsi, entro sei mesi dal rilascio dell’accreditamento, di una Carta dei Servizi, pena la decadenza dal servizio III del Dipartimento lavoro –URL.
            Tra gli obblighi del soggetto accreditato vi è quello di interconnettersi su ClickLavoro, sul Sistema informativo regionale, di adottare buone pratiche e di svolgere il servizio senza oneri a carico del lavoratore, senza discriminazioni delle pari opportunità, oltre che il rispetto della privacy sul trattamento dei dati sensibili.
            Sono previste aree specialistiche all’interno del sistema di accreditamento (cosiddetti SERVIZI SPECIALISTICI):
1.      Supporto inserimento disabili
2.      Supporto inserimento migranti
3.      Certificazione delle competenze
            L’Avviso pubblico sarà pubblicato a seguito di apposito Decreto Assessoriale.

mercoledì 14 dicembre 2011

P.R.O.F. 2011 - Comunicato estensioni orarie


MANCA IL NUMERO LEGALE ALLA CRI DI OGGI AGGIORNATA ALLE ORE 15 DI VENERDI 16/12/2011

MANCA LA MAGGIORANZA DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER L'IMPIEGO E IL DIRIGENTE REGIONALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE NON HA RICEVUTO IL PARERE DELLA CRI PER FAR PARTIRE I CORSI DEL CEFOP PER IL2011

ultim'ora.....

SI CONFERMA CHE, A SEGUITO DI PRESSIONE DA PARTE DI ALCUNI DIRIGENTI DELLO SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE, L'ORIENTAMENTO DEI DEPUTATI REGIONALI E' QUELLO DI APPOSTARE LE SOMME PER GARANTIRE UNA MINIMA COPERTURA DELLA LEGGE 24/76.
SAREBBE OPPORTUNO CHE LE SOMME DA APPOSTARE FOSSERO ALMENO 80 MILIONI, AL FINE DI GARANTIRE LA COPERTURA ECONOMICA DEL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO A PARTIRE DAI PRIMI MESI DEL 2012.
ALL'UOPO SI RIBADISCE AL DIRIGENTE GENERALE DI ACCELERARE LE PROCEDURE PER L'AVVIO DELLE ATTIVITA' FORMATIVE 2012.

Nota sindacale di richiesta incontro per problematiche ECAP-PA