sabato 13 settembre 2014

Crocetta e la rivoluzione che non c’è….ALLORA LA FANNO I LAVORATORI A PIEDI!



Appena insediato il Governo Crocetta ha dato speranza di cambiamento a tutti i siciliani, tracciando un percorso voluto dalla gente e dalla comunità siciliana.
In particolare noi lavoratori liberi del sistema della formazione professionale abbiamo creduto alle sue promesse di poter raggiungere l’obiettivo della continuità occupazionale e rispetto del pagamento delle retribuzioni, che il Governo Lombardo aveva reso incerto.
Crocetta si era sbilanciato persino nel ritenere giusta la battaglia di un’Agenzia pubblica del sistema della formazione professionale sul presupposto che gli enti di formazione svolgevano un’azione irregolare, che le risorse economiche del finanziamento del settore sono pubbliche, che le sedi di lavoro possono essere pubbliche con notevole risparmio, che il servizio è pubblico, che il personale è garantito dalla legge regionale n. 25/93; ed adesso anche la legge nazionale e la giurisprudenza riconoscono il diritto alla conservazione del posto di lavoro e l’obbligo alla puntuale retribuzione, da ultimo, in merito, la Circolare del Ministero del Lavoro del 1 agosto 2012 n. 37/0014200 con espresso rimando alla legge n. 31/2008 art. 7 comma 4 bis, e il D.P.R. n. 207/2010 art. 4 e 5.
Crocetta e la Scilabra ci hanno condotto invece in uno status di disagio estremo, infatti non percepiamo stipendi da dodici a ventiquattro mesi.
La continuità occupazionale, in violazione della Legge (comunitaria, nazionale e regionale), è un diritto non più certo, poiché tanti colleghi degli sportelli multifunzionali (1753) e tanti colleghi nella lista del progetto Prometeo (2020), ovvero 3773 complessivamente, i lavoratori e le rispettive famiglie siciliane giacciono in stato di precarietà e senza incarico in costanza di finanziamento disponibile ed in piena violazione della legge.
Allora se i soldi ci sono, la legge garantisce i livelli occupazionali, i bandi sono attivi, ma cosa si attende ancora? Abbiamo persino assistito alla dichiarazione della dott.ssa Corsello, dirigente generale dimissionario del settore che dichiara di aver richiesto formalmente a Crocetta di pubblicizzare il settore anche per garantire il personale e per determinare un risparmio dell’esecuzione del servizio pubblico.
Oggi i lavoratori sono senza stipendio e senza sicurezza occupazionale. Alcuni colleghi si stanno recando a Roma dal Papa, che ha ammonito i governi a non toccare il lavoro ed a garantirne lo svolgimento, e poi al Ministero del Lavoro.
Questo gesto disperato è l’ennesimo tentativo, dopo suicidi consumati e tentati, denunce alla magistratura, proteste anche clamorose del settore davanti alle prefetture siciliane e perfino lo sciopero della fame sotto Palazzo d’Orleans (sede del Governo Regionale), per chiedere aiuto al mondo esterno. In Sicilia una democrazia non conclusa blinda un Governo Regionale che nega ogni minimo diritto ai lavoratori ed alla comunità siciliana.
Forza ragazzi, noi vi siamo vicini in queste ennesimo atto disperato che possa denunciare la violazione dei diritti minimi dei lavoratori della formazione professionale da parte di un governatore che non è stato eletto con la maggioranza dei suffragi e non ha la maggioranza nel Parlamento Regionale, ma che governa indipendentemente.

Il vostro sacrificio è l’ennesimo atto estremo nella battaglia per la rivendicazione degli stipendi e della continuità occupazionale, tutti i lavoratori del sistema della formazione professionale sono con voi.

giovedì 7 agosto 2014

L’ESPONENTE DI UNIONE LAVORATORI LIBERI CHIARISCE L’ASPETTO PIU’ CARO AGLI OPERATORI DLE SETTORE: LO STIPENDIO


A poche ore dalla firma dell’accordo che da vita alla terza annualità dell’Avviso 20/2011, finanziata con le risorse del Piano giovani, si registra preoccupazione e malumore  tra i lavoratori della Formazione professionale. Se per un verso è salutata come vittoria storica il riconoscimento del 97 per cento del finanziamento destinato al pagamento delle retribuzioni in favore dei lavoratori, sulla rimanente parte, che si sbloccherà solamente dopo la chiusura della procedura di rendicontazione, pari al 3 per cento, serve chiarezza.
Il motivo è semplice, il tre per cento in quota personale del finanziamento mancante corrisponde all’incirca alla tredicesima mensilità.
La direttiva dirigenziale per la programmazione delle attività formative per l’anno 2014/2015, che la dottoressa Anna Rosa Corsello, dirigente generale alla Formazione professionale, potrebbe emanare dopo l’apprezzamento della giunta di governo, dovrebbe contenere, secondo quanto previsto nell’accordo, la clausola che se non verranno pagate le tredici mensilità ai lavoratori, gli enti formativi non potranno accedere alla rendicontazione finale.
Sulla questione relativa all’accordo per l’avvio della terza annualità dell’Avviso 20/2011 è intervenuto a chiarimento e per completezza di informazione, Alessandro Lazzano, referente di Unione lavoratori liberi (Ull), ‘voce libera dei lavoratori’.
 “Il personale riceverà in pagamento, secondo quanto prevede l’accordo, il cento per cento delle retribuzioni, ossia le tredici mensilità con regolarità – spiega Lazzano -. L’accordo prevede che il 97 per cento del totale del finanziamento in quota personale – aggiunge - debba coprire anche al cento per cento la tredicesima mensilità”.
“L’accordo condiviso dalle associazioni datoriali e dall’amministrazione regionale, prevede – sottolinea Lazzano - che il personale debba essere regolarmente pagato pena il mancato accesso alla rendicontazione finale per gli enti”.
“Questo tema è stato ampiamente discusso durante la trattativa – riferisce il referente di Ull - con la rassicurazione da parte dei rappresentanti degli enti formativi che il tre per cento in quota personale del finanziamento mancante, che gli enti recupereranno in rendicontazione, potrà essere anticipato attraverso escamotage contabili e tecnici idonei a non far venire meno l’impegno assunto come anticipazioni bancarie, economie dovute a malattie, maternità, aspettativa, acconti Irap dilazionabili, etc.”.
“Precisazioni che aiutano a sgombrare dubbi e perplessità tra i lavoratori – riferisce Lazzano – e chiarire al personale che la battaglia di Unione lavoratori liberi in merito al pagamento delle retribuzioni forse sta acquistando concretezza. Ull continuerà a tenere alta l’attenzione sull’argomento  - conclude - ed a vigilare sul rispetto degli accordi”.