voce libera dei lavoratori che vogliono informare senza le restrizioni della "casta" sindacale!!!!
lunedì 19 dicembre 2011
sabato 17 dicembre 2011
I CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ … DECIDANO I LAVORATORI.
Ebbene nonostante noi pensiamo ancora che esista una normativa regionale vigente e che disciplina il settore: legge regionale n. 25/93, circolare n. 10/94, le leggi n. 4/03, legge n. 10/11, la circolare n. 22/11, questa vada rispettata.
Comunque, non ci esimiamo da un possibile confronto su normative che potrebbero essere/apparire più favorevoli ai lavoratori.
Se da un lato le normative citate e che regolano i processi di mobilità per il personale della formazione professionale in Sicilia consentono di sostenere il reddito ed il mantenimento dei livelli occupazionali, esse però hanno una criticità enorme dato che il finanziamento per questi ammortizzatori sociali deve promanare unicamente dalla Regione Siciliana. Questa, infatti, dichiara viepiù di non disporre dei fondi necessari, anche se noi riteniamo che siano solo obiezioni strumentali.
Dall’altro invece le meno garantiste norme nazionali e che difficilmente si applicano al settore della Formazione Professionale, ma che al contrario hanno il conforto delle risorse nazionali, offrono maggiori garanzie di certezza di percepire le somme per i lavoratori.
Lo Snals Confsal ha maturato delle convinzioni e delle opinioni, ma ritiene che oggi più che mai la volontà dei lavoratori rivendicata ai tavoli debba corrispondere al mandato conferito direttamente dalle assemblee dei lavoratori associati. Quindi nessuna posizione personale, individuale e verticistica, ma è ora che la volontà del sindacato si perfezioni con la più ampia partecipazione possibile dei lavoratori. Tutto ciò perché il sindacato deve ritornare a metodi democratici, che garantiscano la condivisione delle scelte.
Quindi si invitano i coordinamenti regionali e provinciali, perché investano le RSA di convocare assemblee presso ciascun ente per decidere la posizione da prendere in tutte le sedi sulla presente problematica. Solo i verbali delle assemblee sindacali degli iscritti forniranno le indicazioni che i rappresentanti delegati dovranno rivendicare con forza a nome di tutti. Ciò ha solo una criticità che i lavoratori di un ente di formazione potranno optare per non aderire alla legge nazionale sui contratti di solidarietà, mentre quelli di altri enti invece ne accetteranno presupposti, mezzi e soluzioni.
Noi riteniamo che l’interesse primario sia rappresentato dall’esigenza che ciascun lavoratore possa dichiarare la propria volontà e partecipare con metodo democratico a ciò che il sindacato vorrà esprimere in suo luogo nelle sedi istituzionali. Infine al termine di tutti gli incontri lo Snals Confsal prenderà l’impegno di fare sapere a ciascun Rsa le modalità di svolgimento del dibattito e delle soluzioni scelte.
GAZEBO DEL DISAGIO A TRAPANI
I
lavoratori della Formazione Professionale Siciliana, che hanno dato
vita, nei giorni scorsi, al Gazebo del Disagio, non si sono fermati e
non hanno certamente interrotto la loro lotta. Hanno solo
temporaneamente rimosso lo stand, su esigenze del Comune di Trapani, per
il periodo delle festività natalizie. Hanno quindi chiesto di ritornare
in piazza Vittorio Veneto, ove saranno a partire dal 09/01/2012 per
continuare la loro azione di sensibilizzazione alle problematiche di
tutto il comparto formativo. Chiedono fin d'ora la partecipazione di
tutti coloro i quali vogliano essere presenti, per testimoniare il
disagio di un settore, che attende ormai da anni fattive soluzioni di
stabilità lavorativa. I lavoratori della F.P. sentono infine il preciso
dovere di ringraziare il Comune di Trapani, la Prefettura e la
Questura che hanno consentito la permanenza del gazebo.
venerdì 16 dicembre 2011
giovedì 15 dicembre 2011
MANIFESTO DI PROTESTA DEI LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI TUTTI
COLORO CHE HANNO IL DOVERE CIVICO, POLITICO E
MORALE DI DARE SOLUZIONI ALLE PROBLEMATICHE DEL SETTORE DELLA FORMAZIONE
PROFESSIONALE.
La formazione professionale non è
mai stata considerata dalla pubblica opinione nel senso di un sistema finalizzato a erogare sapere e qualificazione
professionale.
Troppo spesso si pensa alla F.P.
come uno stipendificio, senza attribuire alcun valore all’impegno ed alla
serietà professionale di tanti che vi operano prodigandosi per ottenere i
migliori risultati possibili. Ci sono operatori nella formazione professionale
che ogni giorno dedicano le proprie energie e le proprie competenze alla
creazione di nuove professionalità che possano essere spese nel mercato del
lavoro (perché, sembrerà strano, ma anche nell’ambito della formazione
professionale ci sono persone preparate e competenti).
Operatori (di quella che
banalmente viene definita formazione “sana”), che la mattina si svegliano e con
dedizione si recano a lavoro puntualmente e con quotidianità (questo per
sottolineare e per smentire la leggenda che vuole i dipendenti della formazione
professionale tutti assenteisti e parassiti) e con grande preparazione e
professionalità (ci sono enti dove i dipendenti possono quasi tutti vantare titoli
di alta specializzazione, lauree, master e dottorati vari) formano persone che
si attaccano al corso di formazione come ultima speranza per l’immissione nel
mercato del lavoro. Quando nei giornali si sente parlare di quella nuova
categoria di “scoraggiati” che non si affanna più nemmeno nella ricerca del
posto di lavoro, alcuni operatori della formazione si operano per stimolare
l’utenza e per infondere in queste persone la speranza in un possibile futuro lavorativo.
È risaputo e gli operatori della
formazione sono consapevoli che la F.P. è,
nell’immaginario collettivo, un
peso morto, una sorta di parassitismo collettivo, un bacino di raccomandati che
pretendono lo stipendio senza alcuna contropartita. Un ramo secco da tagliare.
Ma qualcuno si è chiesto il
perché di tutto questo? Chi ha fatto morire questo ramo per avere poi l’alibi
per tagliarlo? L’avere lasciato la F.P. nelle mani della politica ha consentito
che questa avesse in pugno la situazione per tenere in costante sudditanza
quelli che vi operavano. Non ci sono mai state regole o se c’erano si
modificavano per favorire questo o quello. Tutti i bacini di precariato ad un
certo punto si chiudono e non si consentono altri ingressi. Nella F.P. no, qui
il bacino è sempre aperto. I ranghi si ingrossano di anno in anno rendendo
sempre più difficile la garanzia del posto di lavoro per quelli che vi operano
da anni e che oggi non hanno altre possibilità di collocarsi.
Non si riesce a fare una pianificazione
seria, in fondo lo si sa che le risorse per la formazione sono a perdere perché
questa perenne situazione di incertezza non consente alcuna programmazione. Le
risorse erogate con discontinuità non consentono una programmazione
pluriennale, un raccordo con la scuola pubblica, una reale collaborazione con
il mondo del lavoro. Gli Uffici dell’Assessorato sono gestiti alla meno peggio.
Non una scadenza che venga rispettata. Nessuna norma che sia definitiva. Anzi,
decreti pubblicati e ritirati. Consulenti esterni pagati per portare chissà
quali migliorie e che invece (disconoscendo il pregresso) attivano e
disattivano, dicono e si contraddicono,
creando situazioni surreali e grottesche che se non fosse per la tragicità
della situazione diventerebbero quasi ridicole.
L’incertezza del futuro non nasce
da ora ma da sempre. I più vecchi si ricordano di quante manifestazioni sono state fatte per ottenere
un minimo riconoscimento dei nostri diritti. E nessuno, degli assessori o
dirigenti generali che si sono succeduti, sono stati capaci di fare un lavoro
serio, di organizzare la F.P. come uno strumento utile per agevolare l’ingresso
nel mondo del lavoro. Di dare certezza delle regole e soprattutto certezza del finanziamento,
posto che, alla fine dopo mesi di proteste
e di disagi i soldi arrivano ma, sempre troppo tardi per poter organizzare
attività formative serie, in sintonia con la richiesta del territorio, con le
esigenze de mercato del lavoro.
La formazione non è soltanto un
bacino parassitario di inetti che non hanno a cuore il bene collettivo. È
arrivato il momento di chiarire che non tutti gli operatori della formazione
professionale sono privi di dignità lavorativa. La necessità di una
programmazione seria, di collaborazione con la scuola pubblica e di
interdipendenza con il settore produttivo della regione Siciliana è sentita
anche all’interno di quegli Enti seri che da sempre puntano il dito contro un
sistema disorganizzato e clientelare che porta tutti ad arrabattarsi per
sopravvivere.
C’è bisogno di serietà e di
consapevolezza, di occupare quegli spazi formativi che la scuola e le aziende
hanno abbandonato, c’è bisogno di supportare le scuole stesse e gestire gli
aspetti pratici di quella didattica che è ricca di approssimazioni, c’è bisogno
di curare il recupero scolastico di quanti hanno abbandonato la scuola e perso
ogni speranza. La formazione professionale vuole e può farsi carico di questa
responsabilità. Basta con il binomio
formazione uguale spreco di denaro pubblico, perché ad oggi ancora si imputa la
responsabilità di tale spreco esclusivamente ai lavoratori della formazione
professionale.
La responsabilità non è soltanto
del settore ma di chi le brutture del sistema (che nessuno può disconoscere) ha
creato ed incrementato e che ancora oggi non è disponibile alla tutela dello
stesso (con attivazioni di controllo e verifica: Assessorati, Ispettori del
lavoro, Centri per l’impiego, Forze dell’ordine ) ed anzi continua ad
assecondare con comportamenti illeciti.
Manifestando la nostra dedizione
ad un lavoro onesto e ben programmato VI
CHIEDIAMO un impegno concreto per portare avanti un percorso di rinascita
del settore su basi solide e con dei principi ispiratori legati ad una “VERA
BUONA FORMAZIONE” (09/03/2011) che consenta a chi crede in questo strumento di
crescita e sviluppo della società siciliana di operare in modo corretto,
programmando interventi formativi concreti e legati ai settori economici
peculiari della nostra regione (turismo, cultura, natura ecc.) ma anche di
poter legare la formazione professionale ai settori che stanno sviluppando
nuovi bacini lavorativi (green economy, biologico, fonti energetiche
alternative, ecc.).
La nostra richiesta nasce dalla
consapevolezza che ad oggi, l’amministrazione attiva, l’apparato burocratico,
la politica hanno vissuto un momentaneo smarrimento non riuscendo a gestire
bene una riforma annunciata ma mai attuata. Consapevoli che le risorse
economiche sono sempre meno e che in momenti di grave crisi occorre ponderare
le scelte di bilancio critichiamo la scelta dell’A.A. di spostare interamente
la fonte di finanziamento della formazione professionale sul PO FSE 2007/2013.
Avremmo preferito una pianificazione pluriennale di riforma che, individuando
più linee finanziarie, avesse distribuito tipologie formative (FORM, FAS, FP)
su canali diversi e che avesse dato la possibilità concreta di individuare
punti di risparmio e di fuoriuscita di una parte del personale più anziano e
prossimo alla pensione.
Adesso che la linea programmatica
è stata individuata, con nostro rammarico, Vi chiediamo uno sforzo di coraggio
nel portare a termine il temerario
Avviso 20 in tempi certi e ragionevoli. Di programmare con una tempistica certa
la fase di istruttoria, valutazione e finanziamento di quella che può essere
l’ultima spiaggia per noi lavoratori del settore.
Inoltre vi sollecitiamo nel
predisporre un piano di più ampia veduta che possa sfruttare questo triennio
formativo per costruire una VERA RIFORMA DEL SETTORE concertata con tutti
(sigle sindacali, ma sopratutto NOI LAVORATORI).
Resoconto del Seminario tencico sui nuovi Servizi per il lavoro........
Il seminario verteva sulla qualificazione dei Servizi per il lavoro e supporto alla Governance regionale.
E’ stato presentato, dal
responsabile di Italia Lavoro SpA, il Modello Cooperativo che ha ispirato la
realizzazione del Sistema regionale di Accreditamento dei Servizi per il lavoro
ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art.7 del Decreto
Legislativo 10 settembre 2003 e s.m. e integrazioni.
L’obiettivo
della Mission è quello di intervenire sui servizi a supporto del mercato del
lavoro siciliano attraverso la creazione di una rete di soggetti pubblici e
privati che dovrà perseguire alcune finalità:
- Ampliare i punti di incontro domanda/offerta
- Creare una rete per ampliare l’erogazione di servizi di politica attiva sul territorio all’interno dei servizi per il lavoro.
In atto operano in Sicilia 65 Centro
per l’Impiego (CpI) e 147 Sportelli Multifunzionali (SM) e si registra una
bassissima % si interventi finalizzati alla erogazione di servizi di incontro
Domanda/Offerta.
Il Decr. Leg.vo 273/2003 abilita le
Regioni, attraverso il Sistema dell’Accreditamento (art.2 lettera f) ad autorizzare un operatore, pubblico o
privato, ad erogare i servizi al lavoro negli ambiti regionali di riferimento,
anche mediante l'utilizzo di risorse pubbliche, nonché la partecipazione attiva
alla rete dei servizi per il mercato del lavoro con particolare riferimento ai
servizi di incontro fra domanda e offerta.
Il Sistema di
Accreditamento dei Servizi per il Lavoro avrà natura sperimentale per un
biennio e l’affidamento avverrà con procedura di evidenza pubblica.
I Soggetti
interessati dovranno costituirsi in Spa, cooperative e Consorzi (compresi ApL)
con versamento di un capitale non inferiore a 25 mila euro e possono essere:
·
Comuni e/o loro Consorzi
·
Università e/o loro Consorzi
·
CCIAA
·
Associazioni datoriali e dei lavoratori
comparativamente più rappresentativi a livello nazionale
·
Associazioni in possesso di riconoscimento
istituzionale di rilevanza nazionale
·
Enti bilaterali
·
Patronati
·
Fondazione Consulenti del lavoro
Lo Statuto dovrà prevedere un
riferimento alle attività di servizi per cui si chiede l’accreditamento, ad
accezione dei soggetti pubblici.
Inoltre, il bilancio dell’operatore
dovrà essere sottoposto a verifica di un Revisore contabile (ad eccezione dei
Soggetti pubblici) e non dovranno persistere stati fallimentari e dovranno
rispettare il CCNL, la parità di genere, le norme sulla sicurezza lavoro, i
diritti dei disabili.
Sono individuate specifiche figure
professionali:
1.
Responsabile organizzazione Operatore accreditato
2.
Addetto accoglienza
3.
Operatore del mercato del lavoro locale
I soggetti accreditati dovranno
erogare i servizi in stretto contatto con i CpI e dovranno dotarsi, entro sei
mesi dal rilascio dell’accreditamento, di una Carta dei Servizi, pena la
decadenza dal servizio III del Dipartimento lavoro –URL.
Tra gli obblighi del soggetto
accreditato vi è quello di interconnettersi su ClickLavoro, sul Sistema
informativo regionale, di adottare buone pratiche e di svolgere il servizio
senza oneri a carico del lavoratore, senza discriminazioni delle pari
opportunità, oltre che il rispetto della privacy sul trattamento dei dati
sensibili.
Sono previste aree specialistiche
all’interno del sistema di accreditamento (cosiddetti SERVIZI SPECIALISTICI):
1.
Supporto inserimento disabili
2.
Supporto inserimento migranti
3.
Certificazione delle competenze
L’Avviso pubblico sarà pubblicato a
seguito di apposito Decreto Assessoriale.
mercoledì 14 dicembre 2011
MANCA IL NUMERO LEGALE ALLA CRI DI OGGI AGGIORNATA ALLE ORE 15 DI VENERDI 16/12/2011
ultim'ora.....
SI CONFERMA CHE, A SEGUITO DI PRESSIONE DA PARTE DI ALCUNI DIRIGENTI
DELLO SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE, L'ORIENTAMENTO DEI
DEPUTATI REGIONALI E' QUELLO DI APPOSTARE LE SOMME PER GARANTIRE UNA
MINIMA COPERTURA DELLA LEGGE 24/76.
SAREBBE OPPORTUNO CHE LE SOMME DA APPOSTARE FOSSERO ALMENO 80 MILIONI, AL FINE DI GARANTIRE LA COPERTURA ECONOMICA DEL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO A PARTIRE DAI PRIMI MESI DEL 2012.
ALL'UOPO SI RIBADISCE AL DIRIGENTE GENERALE DI ACCELERARE LE PROCEDURE PER L'AVVIO DELLE ATTIVITA' FORMATIVE 2012.
SAREBBE OPPORTUNO CHE LE SOMME DA APPOSTARE FOSSERO ALMENO 80 MILIONI, AL FINE DI GARANTIRE LA COPERTURA ECONOMICA DEL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO A PARTIRE DAI PRIMI MESI DEL 2012.
ALL'UOPO SI RIBADISCE AL DIRIGENTE GENERALE DI ACCELERARE LE PROCEDURE PER L'AVVIO DELLE ATTIVITA' FORMATIVE 2012.
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